Chi fotografa neonati conosce un principio che non ha bisogno di essere spiegato due volte: il momento giusto dura un istante, e se non lo cogli subito, quell'istante non torna. Un sorriso, uno sbadiglio, la mano di un genitore che si posa su quella del bambino, sono tutte cose che esistono per una frazione di secondo e poi cambiano forma, per sempre. È il motivo per cui un fotografo bravo non pensa mai "lo scatto dopo", pensa sempre "adesso o mai più".
C'è un secondo momento fugace nella vita di uno studio fotografico, che però raramente viene trattato con la stessa urgenza, ed è quello in cui un genitore in attesa scrive per la prima volta chiedendo disponibilità. Quel messaggio arriva quasi sempre in un momento carico di emozione, la gravidanza è già avanzata, la data è vicina, e la persona che scrive sta contattando più di un fotografo nello stesso pomeriggio, confrontando chi risponde prima e chi risponde con più calore. Se la risposta arriva due giorni dopo, non è che il messaggio sia stato ignorato: è che nel frattempo qualcun altro ha risposto prima, e quella prenotazione, quel cliente, quella storia da raccontare, sono già andati altrove.
L'ironia è che il fotografo, tra tutti i mestieri, dovrebbe essere quello che capisce meglio questa dinamica, perché la vive ogni giorno dall'altra parte dell'obiettivo. Eppure il momento in cui è più impegnato, durante una sessione, con le mani occupate a mettere in posa un neonato che non sta fermo un secondo, è esattamente il momento in cui quella finestra di risposta si chiude senza che nessuno se ne accorga, perché l'attenzione è tutta, giustamente, sul bambino che ha davanti.
Non è una questione di organizzazione o di impegno: nessun fotografo newborn può permettersi di controllare il telefono mentre lavora, e non dovrebbe nemmeno essere quello il problema da risolvere. Il problema è che restare presenti in comunicazione e in agenda, anche nei momenti in cui fisicamente non si può esserci, richiede qualcosa che nessuna quantità di buona volontà può garantire da sola.
È esattamente questo il compito che si prende in carico Luna: tenere viva la comunicazione con chi scrive per la prima volta, aggiornare l'agenda con gli eventi di famiglia da fissare, restare in contatto con chi ha già scattato e con chi potrebbe prenotare ancora, nel tempo in cui il fotografo è, giustamente, da un'altra parte a fare il proprio mestiere. Non cattura il momento al posto tuo davanti all'obiettivo. Cattura quello, altrettanto fugace, che si consuma prima ancora che tu possa alzare la macchina fotografica.
Se gestisci uno studio di fotografia newborn e maternity, e riconosci questo momento che sfugge più spesso di quanto vorresti, puoi scoprire come lavora Luna su luna.arcadiastudio.ai.